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Quando si parla di riflessologia, anche
tra professionisti del settore, il pensiero va subito
all'Oriente, alla Medicina Cinese, all'Agopuntura, allo
Shiatsu; in pochi sanno però che l'Italia è la patria
natale dello scienziato più geniale in questo campo: il
prof Giuseppe Calligaris (1876-1944); le sue scoperte,
sviluppate nell'arco di quaranta anni ed esplicitate in
oltre 20 volumi e varie pubblicazioni, sono
straordinarie per le possibili applicazioni nel campo
della salute e persino della evoluzione delle
potenzialità umane.
Nato
a Forni di Sotto (Udine), figlio di un medico e titolare
con suo padre di una clinica di malattie nervose, si
appassiona e si specializza nella neurologia classica
sotto l’influenza del prof. Mingazzini, che lo spinge a
indagare nel campo della sensibilità cutanea.
La sua tesi di laurea in medicina intitolata “Il
pensiero che guarisce”, pubblicata nel 1901 a Bologna
dimostra eloquentemente quanto fosse evoluto il suo
pensiero.
Divenne docente di Neuropatologia alla Reale Università
di Roma a 32 anni e mantenne la cattedra per 30 anni.
Un giorno, studiando l’alterazione della sensibilità
cutanea in un paziente, scoprì per caso degli strani
riflessi che catturarono immediatamente la sua
attenzione e, lanciandosi in una appassionata ricerca
durata diversi anni, identificò sulla pelle un reticolo
composto da 10 linee longitudinali, trasversali e
oblique, che si ripetono serialmente, come in un
frattale, in tutto il corpo e che definì come “catene
lineari del corpo e dello spirito”.

da G. Calligaris, Le
meraviglie della Metapsichica,
Flli Bocca Editori, Milano, 1940, edizione
originale
Le
chiamò “catene” perché sperimentò che una leggera e
prolungata stimolazione tattile o faradica (elettrica)
di queste linee evocava, in maniera riproducibile, dei
riflessi fisiologici tra loro concatenati, su organi
interni, parti del sistema nervoso e psiche.
La persona sottoposta ad una “carica” di una particolare
linea sulla pelle, cominciava ad avvertire una serie di
riflessi e sensazioni interne ad un organo, ad una parte
del sistema nervoso, e sentiva insorgere dal profondo
una determinata emozione o stato d’animo, determinabile
a priori in base alla linea stimolata.
Se la stimolazione avveniva prima del riposo notturno, i
sogni erano influenzati dall'emozione stimolata:
Calligaris aveva scoperto il riflesso cutaneo-onirico.
Ogni linea è facilmente reperibile e stimolabile sulla
mediana di ogni dito (mani e piedi) e nel mezzo di ogni
spazio interdigitale; inoltre esiste una linea
collettrice laterale, che taglia idealmente il corpo
nelle metà anteriore e posteriore e che interseca tutte
le altre catene lineari.
Continuò a studiare questi misteriosi meccanismi per
circa quarant’anni, fino alla sua morte, scoprendo
ulteriori sistemi sulla pelle, come le “catene
secondarie”, le “placche”, i “campi cutanei” di varia
forma, con riflessi e funzioni diverse.
In particolare rese evidente che attraverso la
stimolazione è possibile accedere, oltre che a organi e
funzioni, alle memorie specifiche di ogni emozione,
verificando così che sulla pelle è riflesso tutto il
subconscio.
Egli ha scoperto sulla pelle le porte per accedere al
“sistema di gestione e classificazione delle emozioni e
del vissuto dell'essere umano”.
Calligaris, nell’evoluzione delle sue
ricerche, è andato oltre, arrivando a scoprire che la
pelle umana è un vero e proprio specchio del mondo
interno e di quello esterno, cioè dell’universo, e che
tutti i sistemi cutanei da lui scoperti non sono altro
che i luoghi di passaggio delle irradiazioni umane che
interagiscono con quelle dell’universo.
Le sue scoperte sono state talmente stupefacenti da
essere entrate con forza nel campo classificato come
“paranormale”, scatenando ovviamente acerrime resistenze
(spesso preconcette e acritiche, come succede ancora
adesso) nel mondo accademico dell’epoca, e da innescare
il doloroso isolamento in campo scientifico, durato fino
alla sua morte e oltre. Ancora adesso è quasi
completamente ignorato nella storia della neurologia,
nonostante il fatto che due testi da lui scritti sul
Sistema Nervoso Extrapiramidale, tuttora attuali per
molti aspetti, sono stai libri di testo all’università
per parecchi anni.
Solo pochi ricercatori hanno continuato
i suoi studi con perseveranza: infatti la riproduzione
dei risultati dei suoi esperimenti non è così semplice e
immediata, ma può richiedere, come da lui anticipato,
molte prove e grande pazienza, dato che moltissime sono
le variabili in gioco.
Un grazie di cuore a questo grande uomo che ci ha
lasciato un patrimonio scientifico inestimabile.
Giacinto Olivieri
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